It's in the special way we fuck
Ladyally209 e Mrs Holloway
Jared stava guidando verso casa dopo una giornata intera di riprese senza aver visto per un solo secondo Jensen, il che rendeva la sua giornata una pessima giornata.
Ad un certo punto sentì l’interno coscia vibrare ed estrasse il cellulare dalla tasca, sorridendo appena riconobbe il numero.
“Ciao dolcezza..sto per arrivare.” Disse accostando la macchina.
“Ho veramente voglia di leccarti tutto,dalla testa ai piedi, e di succhiare ogni centimetro della tua pelle”
Disse Jensen senza neanche salutarlo.
“Jensen,cosa..?”
“Poi,dopo averti fatto eccitare fino a farti quasi venire, ti farò coseche nessuno hai mai fatto..”
“Sono lì in cinque minuti” Rispose Jared riprendendo a guidare.
“Lo spero. Ti amo”************
Jared infilò la chiave nella serratura con le mani tremanti, dopo aver imprecato più volte perché non riusciva a trovare quella giusta.
Finalmente entrò, spalancando la porta, e fu subito afferrato per le spalle da Jensen e sbattuto contro il muro.
"Mi sei mancato così tanto..” Sussurrò Jensen tra un bacio e l’altro.
"Anche tu.. non riuscivo a smettere di pensare alle tue labbra.”
Jensen si allontanò un poco e lo prese per la cravatta, trascinandolo in cucina e spingendolo a sedere su una seggiola.
“Credo che non avrai bisogno di questa..” Disse sfilandogli la cravatta e la camicia.
Jared cercò di alzarsi un poco per poterlo baciare ma Jensen lo spinse a sedere.
Riprese in mano la cravatta che aveva gettato a terra poco prima e la usò per legargli polsi.
“Cosa stai facendo?” Chiese Jared opponendosi in modo poco credibile.
"Ho intenzione di abusare di te, tesoro.”
Jared inspirò profondamente, cercando di calmarsi e di non venire nei pantaloni solo a pensarci.
Jensen andò dietro di lui e posò le labbra sulla sua nuca, baciandola delicatamente. Il suo respiro solleticava Jared, facendolo tremare un poco, e quei piccoli baci lo facevano morire sempre più. Le labbra di Jensen si spostarono sulle sue larghe spalle, aprendosi e permettendo alla lingua di gustare il sapore indelebile delle sua pelle. Fece scivolare le mani sul torace, toccando avidamente quei pettorali scolpiti che conosceva ormai alla perfezione e, nel mentre, giocò con il lobo del suo orecchio, mordendolo e succhiandolo, facendo ansimare Jared sotto il suo tocco, rendendolo desideroso di afferrarlo e di baciarlo.
Staccò le mani brutalmente da lui, lasciandolo senza fiato per qualche secondo, e gli si mise davanti, in ginocchio, posando le mani sulle sue cosce, accarezzandole lentamente e spostandole sempre più su, fino a giungere al suo membro, che pulsava contro i pantaloni.
“Vorrei succhiartelo proprio ora..” incominciò Jensen senza smettere di toccarlo e mordendosi sensualmente il labbro inferiore. “Ma credo che dovrai aspettare..” Concluse abbassandogli la zip.
Jared si sollevò un poco per permettergli di sfilargli i pantaloni e Jensen, guardandolo dritto negli occhi, lo liberò dai boxer che lo imprigionavano sadicamente.
“E perché dovrei?” Chiese a fatica Jared, fissandogli la bocca che si avvicinava al suo membro.
Jensen, senza dargli risposta, gli baciò semplicemente l’apice del sesso e si allontanò salendo le scale e scomparendo in una stanza del piano di sopra.
Jared non poteva crederci. Anzi, non voleva crederci che l’aveva lasciato lì, in quel modo, facendogli pompare il sangue in ogni vena del suo corpo e scomparendo chissà dove per chissà quale motivo.
Passarono interminabili minuti, durante i quali Jared lo maledisse e lo desiderò più che mai, poi, finalmente, ricomparve alla sua vista, nascondendo qualcosa dietro la schiena.
“Dove sei stato?” Chiese Jared impaziente più che mai.
“Ho pensato di movimentare un altro po’ le cose..” rispose mostrandogli il dildo che teneva tra le mani.
Jared rimase a bocca aperta, guardando quell’oggetto e poi Jensen, domandandosi se fosse uno scherzo, ma ottenendo risposta dagli occhi del suo ragazzo, che erano pieni di desiderio.
“Cosa..cosa?” riuscì a balbettare Jared senza grandi risultati.
“Ora lo succhierò e poi lo farò entrare in te, facendoti poi venire nella mia bocca” disse con una tale semplicità schiudendo le labbra e prendendo in bocca il dildo.
Jared lo guardava allibito, sentendo il suo membro diventare sempre più duro e fissando la sua bocca, invidioso di quel dildo che scompariva in essa.
“Oh cazzo Jen, tu mi vuoi morto.” Disse Jared trovando chissà dove le forze di parlare.
“No, te l’ho detto,voglio farti venire nella mia bocca.” Rispose estraendo il dildo e prendendo il tubetto di lubrificante. Jared seguì ogni sua mossa con lo sguardo, incantato da come lo spalmava sul dildo, e sobbalzò quando Jensen gli si fece vicino e gli ordinò di sollevarsi quel tanto da permettergli di penetrarlo con esso.
Jared non si oppose a quella richiesta e si sentì quasi svenire quando quell’oggetto scivolò in lui.
Jensen si inginocchiò davanti a lui e accolse il suo membro tremendamente caldo nella bocca, accarezzandolo con la lingua e rendendolo ancora più duro.
Jared era in estasi, sentiva ogni parte del suo colpo pulsare: le labbra stavano per esplodere sotto la morsa dei suoi denti, i polsi stretti dalla cravatta che fino a poco prima indossava, le cosce catturate dalle mani del suo amante, il membro tra le sue labbra, carnose e calde, e l’anello di muscoli che imprigionava il freddo dildo.
Iniziò a muoversi piano sulla sedia, sentendo il dildo muoversi in lui, mosse le anche in piccoli cerchi, accompagnando quei leggeri movimenti con fioche scie di parole che uscivano incontrollate dalla sua bocca. Jensen non sentiva nessuna di esse, distratto da quello che Jared, concentrato sul suo sesso che strusciava sensualmente sulla sua lingua.
Accompagnò i movimenti della sua bocca con una mano, posandola sulla base del suo sesso dopo aver accarezzato le palle. Lo eccitava sentire Jared ansimare forte e muoversi più velocemente sulla sedia e sapeva che stava per venire, che mancava veramente poco, perciò decise di fermarsi, di allontanarsi da lui.
“No, non ci pensare nemmeno..” Lo minacciò Jared con occhi velati di lussuria. Jensen sorrise con fare malizioso. “Perché, cosa potresti mai farmi? Se non sbaglio sei legato.” Jared si morse il labbro, divorandolo con lo sguardo, desideroso di prenderlo tanto forte da fargli dimenticare chi fosse.
“Oh, stavo scordando..” Jensen accompagnò tali parole con qualche passo nella sua direzione e fece cenno a Jared di sollevarsi un poco. Jared, ovviamente, non lo fece, continuando però a muoversi e guardandolo con occhi di sfida. “Non sei nella posizione giusta per farlo.” Disse Jensen a bassa voce. “Potrei infilarmi la giacca, prendere le chiavi della macchina e fare un giro di più di un’ora per Vancouver.”
Jared allora si fermò e si sollevò quel poco da permettergli di sfilare il dildo.
“Hai fatto la scelta giusta e credo non te ne pentirai..”
Jensen era fermo davanti a lui, con tutti i vestiti ancora addosso e con un corpo talmente caldo da poter sciogliere i ghiacciai.
Si inumidì le labbra con la lingua e con gli occhi fissi in quelli di Jared iniziò a sbottonarsi la camicia. Jared lo guardava avido, maledicendo ogni singolo bottone di quella camicia, cercando di farli saltare via con la forza del pensiero.
Dopo interminabili secondi la camicia cadde a terra e Jared sentì il suo sesso diventare ancora più duro, se era possibile, quando vide le goccioline di sudore che vi erano sul torace del suo amante.
“Jensen. Ti prego. Non posso farcela.” Gli disse Jared perso a fissare i sui capezzoli turgidi.
“Oh tesoro, la tua pazienza sarà ricompensata” E si sfilò la cintura, gettandola lontana sul pavimento.
Le mani scesero sul suo pacco, toccandolo solo per brevi secondi, catturando l’attenzione di Jared in quella zona, facendogli sentire la gola secca e rendendogli la voce rauca.
“Ti odio, sei un sadico bastardo.” Sussurrò ipnotizzato dalle dita che abbassavano la zip dei pantaloni. E allora Jensen li abbassò, libero anche da quell’impaccio ma imprigionato dai boxer che erano diventati molto stretti e soffocanti.
“Togli quei cazzo di boxer” Urlò Jared esasperato. Jensen rise divertito, fulminato da Jared, ma lo accontentò.. “Cazzo che caldo.” Disse Jensen guardandosi attorno e soffermandosi su una bottiglia d’acqua che vi era sul tavolo. La prese tra le mani e svitò il tappo scopando Jared con lo sguardo.
Jared era ormai in trance, con un piede all’inferno e l’altro in paradiso e il respiro era affannato, come se avesse corso per ore e il sesso duro più che mai.
Jensen sollevò la bottiglia in aria e la versò sul suo stesso corpo: una cascata di acqua cristallina si riversò sulla sua testa, bagnò le sue labbra, scese veloce sul suo collo, separandosi in piccoli rivi che corsero su tutto il torace, giungendo sul basso ventre e continuando il loro cammino sulle gambe forti.
Jared non sapeva più se stava ancora respirando. Viveva? Si, il suo pene gli suggeriva di si.
Se solo avesse potuto alzarsi.. con la lingua avrebbe cacciato quelle goccioline, le avrebbe fatte evaporare con il semplice tocco delle labbra, gustando la loro freschezza che si era mescolata con il sapore di Jensen.
Jensen gli si fece vicino, prendendogli il viso tra le mani e unì i loro corpi con la bocca, messaggera bramosa di novelle dalle dedaliche sfaccettature.
“Ok, sto per slegarti. Prometti di non farmi del male.” Gli sussurrò in un orecchio. Appena lo liberò Jared si gettò su di lui, prendendolo e sbattendolo contro la parete che poco prima la sua stessa schiena aveva urtato. Jared era completamente pressato contro il suo corpo, avvolgendolo e coprendolo tutto, e mordeva la sua pelle, lasciandogli marchi lucenti, leccava le lentiggini che costellavano il suo collo e le mani, beh, le mani lambivano i capezzoli, prima di accarezzare i fianchi e fermarsi, poi, sul suo sedere sodo.
“Ora” bisbigliò allontanandosi un poco dal suo corpo e prendendogli la mano “Ti appoggerai qui” disse accompagnandolo al tavolo della cucina, “Aprirai le tue gambe” Si posizionò dietro lui abbassandosi sulle ginocchia “E lascerai che la mia lingua ti scopi”.
Jared gli massaggiò le natiche con cura e le separò aiutandosi con entrambe le mani, accarezzando glia lievemente con un dito quel piccolo anello di muscoli e sentendolo pulsare sotto il suo tocco. Jensen cercava di respirare, di tenersi dritto sulle ginocchia e di non svenire ed inarcò la schiena quando Jared sostituì al dito la lingua. “Questo è- è..” iniziò a dire ma non riuscì a finire la frase, mordendo e mangiando le parole che cercavano di uscire dalla sua bocca. Le gambe gli tremarono quando sentì la lingua disegnargli sulle membra il piacere, scrivere l’anticipazione dell’orgasmo su di esso, sull’anello caldo, bollente, desideroso di qualcosa di più.
Un dito entrò in Jensen, ospite tanto atteso e bramato, e si mosse in lui, flebile ponte tra due esseri destinati a possedersi. “Prendimi” lo implorò Jensen, graffiando quasi la superficie del tavolo.
“Non ancora” rispose secco l’altro, facendo scivolare in lui un secondo dito che sprofondò in lui in tutta la sua lunghezza, giocando con i nodi del suo piacere.
“Ora ora ora ora..” urlò Jensen all’esasperazione.
Jared prese un preservativo e il lubrificante e ,trascinato Jensen sul divano con lui, si preparò a possederlo.
Jensen non smetteva d baciarlo, di toccare i muscoli del suo torace, di succhiargli la pelle sudata..
Quando Jared fu pronto, Jensen si mise a cavalcioni su di lui, unendo finalmente i loro corpi.
La testa di Jensen era reclinata all’indietro, la bocca spalancata, e Jared con un braccio avvolse la sua vita e lo attirò a sé, accarezzandogli tutto il collo, lentamente, con la lingua.
Jensen si mosse in un primo momento lentamente, stordito dal sesso di Jared che bruciava in lui, poi aumentò il ritmo, non riuscendosi a saziare di quella presenza.
“Dimmi che mi ami” mormorò Jared al suo orecchio.
“Ti amo, lo sai..” echeggiarono nell’aria tali parole, sovrastando gli ansimi sonori.
Jensen fu attratto dalla sua bocca, la imprigionò tra la sua, come a voler suggellare le loro parole, promesse immortali. La mano di Jared gli strinse forte la natica, aiutandolo a muoversi più velocemente.
“Vieni per me.” Gli disse Jared avvolgendo il suo membro con le dita.
“Tu però non puoi venire..” Gli rispose Jensen pronto ad abbandonarsi al piacere. “Devi venire nella mia bocca..” A stento riuscì a parlare perché Jared, messagli una mano sulla spalla, lo spinse con forza contro il suo corpo, senza smettere di muovere l’altra sul suo sesso e facendogli perdere completamente il controllo. Jensen si abbandonò contro il suo torace, cercando di riprendere fiato, e incitato dall’altro a reagire, impaziente di giacere con lui nell’estasi; si staccò da lui con amarezza, ma quell’amarezza scomparve quando furono di nuovo uniti, nel momento in cui il membro di Jared gli penetrò la bocca.
Jared spalancò ancor più le gambe e si passò una mano tra i capelli, succube si lui, schiavo della sua bocca che si muoveva con sicurezza e che lo privava di ogni capacità cerebrale. L’altra strinse forte un cuscino, cercando di afferrarsi a un qualsiasi appiglio per non sprofondare ancora nel fiume dell’oblio.
Ripetè il nome del suo ragazzo, implorandolo di non fermarsi, di non privarlo della sua bocca. E fu quando Jensen fece vibrare la sua gola che Jared esplose.
Jensen si asciugò gli angoli della bocca e Jared, allungando una mano verso di lui, lo invitò a sdraiarsi cn lui sul divano.
I due uomini erano sdraiati vicini, i loro cuori erano adiacenti.
“Casa dolce casa..” Disse Jared baciandolo con amore.
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